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Visualizzazione dei post con l'etichetta Viaggi

E' un piacere conoscerti Mosca

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Agosto 2019. A ripensarci una vita fa, no? Da San Pietroburgo prendiamo il comodissimo treno alta velocità Sapsan, che in circa 4 ore ci porta a Mosca. La prima parte della nostra vacanza è terminata lasciandomi il ricordo di una città così moderna e accogliente da dubitare che avrei trovato la stessa atmosfera a Mosca. Avrei amato Mosca? Se una cosa ho capito della Russia, o dei luoghi visitati in generale, è che la prima impressione è quasi sempre sbagliata, Mosca ne è stata la conferma! Arriviamo alla stazione di Leningradskiy: il caos, il completo caos! Il nostro treno, dalle carrozze infinite, si riversa tutto su una banchina stretta e lunga, in questa stazione che sembra essere troppo piccola per accogliere l'enorme mole turistica e non. Ci facciamo spazio cercando di guadagnare l'uscita, ma sarebbe più corretto dire che seguiamo la folla, anzi scusate, che siamo trasportati dalla folla! Ci ritroviamo, infatti, nell'uscita sbagliata della ...

Ricette dal Mondo: Cous cous alle verdure

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Oggi vi porto in Marocco. E per non farmi odiare più di tanto dai miei amici vegetariani o vegani, oggi vi propongo una ricetta con le verdure! L'ho mangiato in tanti modi in Marocco e ci provo a fare qualcosa che (lontanamente) mi ricorda quei sapori gustosi che ho assaggiato... non sarà mai uguale, ma il risultato in casa è stato molto apprezzato! Partiamo con gli ingredienti: 100 gr di cous cous, stessa quantità di acqua calda (mi raccomando non bollente!!), 10 gr di olio EVO, 1 cucchiaino di curcuma e 1 pizzico di sale. Per condire la ricetta ci vuole 100 gr di carote, 100 gr di melanzane, 2 pomodori, 80 gr di cipolla, 1 peperoncino, 100 gr di zucchine, 1 spicchio di aglio, 10 gr di zenzero, 100 gr di taccole e sle q.b. (mmm quanto mi piace mettere q.b.!!!): Io l'ho fatto un po' per “svuota frigo” anche se ora dire proprio svuota frigo in questo momento è piuttosto falso... il mio frigo in questo periodo di quarantena è sempre pieno quasi quanto m...

Sognate in grande o preferite le coccinelle?

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Oggi è una giornata NO. Non mi nascondo. Anzi lo ribadisco oggi è una giornata NO. Siamo a casa da oltre 1 mese ormai,  non so voi, ma io oggi mi sento esasperata. Poi stamattina mi alzo, vado in cucina, guardo l'orologio e vedo che segna le 8.20. Sono in ritardo! E' ora di uscire di corsa, prendere la mia bici e andare in agenzia. Invece no, sono qui a fare il caffè, in questa giornata NO. Anche oggi nessuna corsa in bici, nessuna serranda da alzare, nessun collega da salutare. Anche oggi stesso panorama dalla terrazza di casa mia su questo cielo grigio, noioso anche lui! Vi confesso che io vivo di corsa, da sempre. Se c'è da camminare per 10 minuti, io allungo il passo e lo faccio in 5; se con la bici ci metto 15 minuti per arrivare in ufficio cerco di pedalare più velocemente, magari già arrivare 2 minuti prima per me è un traguardo! Organizzo le mie giornate in intervalli di 30 minuti, lo faccio da sempre, soprattutto i momenti liberi. “Ok ora ho 3...

Firenze ne "La casa delle voci" di D. Carrisi

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Sono sempre stata molto campanilista, e da “brava” fiorentina lo sono soprattutto quando vedo o sento parlare della mia città! Ultimamente mi sono divorata il libro “La casa delle voci” di Donato Carrisi. E' lo stesso autore de “La ragazza della nebbia” o “L'uomo del labirinto” entrambi libri da cui hanno tratto dei film. E' uno dei pochi autori con cui, quando leggo i libri mi sembra di essere lì a vedere le scene; non sono parole, sono immagini vere, vivide e... da brividi!!! Stavolta ha ambientato il suo libro a Firenze e se già tutti i suoi precedenti sono stati meravigliosi, questo mi ha affascinato ancora di più. Qui mi vedevo davvero in giro per la città con il protagonista. Il libro inizia dal Tribunale dei Minori, un palazzo del Trecento, in Via della Scala che da sempre funzionava come rifugio per bambini abbandonati da famiglie povere, o figli illegittimi; diventa tribunale nella seconda metà dell'Ottocento. Per me è stato soprattutto l'inizio d...

Metti una Guinness a Dublino

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Fish & Chips accompagnati da una birra chiara media al Beshoff's O'Connell Street. Questa la prima immagine che ho di Dublino. Sì poi vengono le strade, i monumenti, i parchi, ma la prima cosa che ho voluto provare è stato questo abbinamento per una pausa pranzo rapida, gustosa e irlandese. La birra sembra scorrere per i vicoli di Dublino, si ferma nei suoi ristoranti, corre lungo il quartiere di Temple Bar  - vi ci porto in un altro post? - e arricchisce di vita i suoi pub. Una visita in questa città comporta una tappa alla famosa fabbrica di birra Guinness, meta che anche noi abbiamo fatto durante il nostro breve viaggio. Dalla zona del nostro ostello la fabbrica distava circa 30minuti a piedi, ma è possibile arrivarci anche con il tram! Noi decidiamo di percorrere questa distanza camminando in modo da poterci fermare in una caffetteria per un caffè – vi avverto il nostro espresso rimarrà un miraggio! La zona in cui, un tempo sorgeva la fab...

Hermitage: visita reale vs. visita virtuale

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Se siete stanchi di trascorrere il vostro tempo davanti a un'altra diretta Instagram su come fare esercizio fisico in quarantena (se fate come me che li scorrete senza muovervi dal divano, sostengono esperti che non funzionino); stanchi di vedere foto su Facebook in cui anche la vostra vicina si è trasformata in chimica molecolare al fine di ricreare il lievito madre (i forni sono aperti signori!!!!); stanchi, infine, di leggere tweet in cui “geppetta_92_lovebieber” ci spiega il propagarsi del virus con esempi concreti presi da programmi pomeridiani di dubbio gusto, bene se siete stanchi di tutto questo seguitemi è ora di cambiare le regole! In questo lock down, ormai globale direi, la cultura non si è fermata, per ribadire ancora una volta che è più forte di tutto (guerre, bombe atomiche, carestie, pandemie ecc..) e sicuramente il coronavirus non sarà un ostacolo sulla sua strada. Grazie agli strumenti tecnologici di cui ora disponiamo, direttori di museo illuminati, han...

Se la libertà è un biglietto ferroviario senza meta

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A 16 anni ho iniziato a progettare, e a viaggiare, senza i miei genitori, dapprima andando in vacanza con le mie amiche, in seguito con il mio compagno. Quei 15 giorni d'agosto erano un contenitori capiente da riempire con i miei desideri, con il mio modo di vivere, con le mie amiche. Le estati trascorse da minorenni lungo i campeggi della costa toscana ci hanno fortificato e instradato, se così si può dire, verso avventure più grandi! Questo post vuole parlare, dal mio punto di vista, dei vari modi in cui ci si può sentire liberi, la libertà non è una dea solitaria, nasciamo liberi, ma poi ci dimentichiamo di esserlo, abbiamo bisogno di qualcuno – o qualcosa – che ci sproni da subito. Se hai 16 anni e ti senti libera – e sei libera – devi ringraziare, oltre al posto nel mondo in cui sei nata, anche i tuoi genitori! In un'epoca non sospetta, parliamo di ormai 20 anni fa – i miei genitori hanno scelto di regalarmi e spingermi verso la libertà. Potevo vive...