PARIGI INSOLITA: CIMETIÈRE DU PÈRE LACHAISE




Nei miei viaggi sono transitata spesso da Parigi.
E' normale dire che è la Ville Lumière, città di rara bellezza e romanticismo, ma per me è scontato e non lo dirò.
Percorrendo i suoi boulevard sono rimasta incantata come tutti ai piedi della Tour Eiffel, ammirata alla vista della Gioconda al Louvre, affascinata dalla salita che mi ha condotto ai piedi della Basilica del Sacro Cuore.
Ho sempre, però, pensato che il cuore di questa città non corresse solo parallelo ai suoi grandi viali e davanti ai suoi monumenti seppur imponenti, per me la linfa vitale di Parigi pulsa nei suoi quartieri residenziali. Nelle piccole vie dove si può veder correre bambini all'uscita di scuola, anziani a sedere nei tavoli all'aperto di semplici caffè, il piccolo negozio di frutta dove fermarsi a comprare una mela.
Si dice che Parigi fosse circondata da villaggi che, in seguito all'espansione urbanistica della Ville Lumière, furono inglobati diventando un'unica città, ovvero, la capitale francese che conosciamo oggi.
E' qui che voglio portarvi, in quello che era un piccolo villaggio lontano dal centro, il cimitero più visitato al mondo: Père Lachaise.


Prima un po' di numeri per capire l'imponenza di questo complesso:
  • 44 ettari di area
  • 70.000 tombe
  • 800.000 persone qui sepolte
  • 5300 alberi

Basta per rendere l'idea?


Al principio questo luogo si scontrò con l'abitudine dei parigini di cercare una dimora eterna situata nello stesso quartiere di residenza. Nessuno avrebbe scelto per la sua estrema sepoltura un, all'epoca, villaggio periferico. Per ovviare a questo problema, qui vennero trasferite tombe di personaggi illustri, accrescendone la fama e cancellando la ritrosia dei parigini stessi.

Per richiedere la sepoltura nel cimitero di Père Lachaise bastava basta tutt'oggi un solo requisito: essere residenti a Parigi a prescindere dalla propria nazionalità.
Ecco spiegato il motivo dei molti personaggi stranieri qui sepolti, erano semplicemente “cittadini parigini”!


Arrivare qui da Parigi è veramente molto semplice, basterà prendere la metropolitana, scendere alla fermata Père Lachaise (per l'appunto) o Philippe Auguste.
Da qui ci siamo diretti verso una in particolare delle cinque entrate: 16 rue de Repos.
All'ingresso individuiamo il bureau de conservation in cui prendere delle mappe del complesso gratuite e utilissime!


Come spiegato precedentemente, il cimitero ha una superficie estesa, è necessario quindi partire con un piano e molta pazienza.
Molte tombe sono ravvicinate, alcune nascoste, altre rovinate dal passare del tempo, non è facile localizzare il settore che state cercando.
Le tombe più famose sono facilmente individuabili data la folla di turisti attorno, in forte contrasto con il luogo di eterno riposo che dovrebbe essere Père Lachaise.
I suoi viali alberati hanno un fascino decadente e gotico per ricordarci che il rispetto in questo luogo dovrebbe venir prima di scattare un selfie su di una lapide.


Ritornando ai personaggi famosi sepolti qui, elencarli tutti sarebbe infinito, in questo articolo ne nomineremo solo tre.
I tre che mi hanno spinto a visitarlo una fredda mattina di Gennaio di circa 5 anni fa.
Pochi gradi, nebbia, umidità, un senso di freddo pungente dentro le ossa, i sassolini sotto gli stivali, il viale alberato ed eccola spuntare in mezzo ad altre tombe, la prima che cercavo, la prima che mi ha spinto qui: buongiorno Jim Morrison.


Non immaginatevi una tomba monumentale con sculture in pietra e lapide commemorativa, la tomba di Jim è piccola, in un luogo angusto (cercatela nel settore 6), circondata da altre tombe, recintata da transenne e posta sotto sorveglianza da guardie cimiteriali.
Spesso sulla sua tomba potreste vedere bottiglie di alcolici, fiori, lettere, disegni, per colui che ha portato la poesia dentro le canzoni rendendo i Doors eterni.


Proseguiamo il nostro cammino, ci dirigiamo verso il settore 89 alla ricerca della tomba più visitata del Père Lachaise: eccola qui Mr. Oscar Wilde.
Al contrario di quella di Jim, questa tomba è monumentale, in un blocco vi è svelata una figura alata che dà la parvenza di volare in avanti. Fermatevi a leggere l'epitaffio tratto da “La ballata del carcere di Reading” e passate oltre, c'è un'ultima tomba dove voglio andare.


Edith Piaf, la cantante che con la sua voce divina ha incantato la Francia e il mondo. Sulla sua tomba, in un'area vasta di questo cimitero, troverete scritto “Madame Lambroukas dite Edith Piaf”, qui infatti vi sono sepolti anche altri membri della sua famiglia.
Piccole lettere, petali di fiori, rose sono lasciate dai suoi ammiratori sulla sua tomba certi che, il canto del “passerotto” vivrà in eterno.


Il nostro viaggio è finito, questa volta come consiglio di lettura o ascolto vi lascio le tre opere di questi tre artisti, che me li hanno fatti conoscere e, che mi hanno spinto a cercarli per omaggiarli sul luogo della loro ultima sepoltura.

Di Jim e dei Doors vi consiglio di ascoltare la ballata “The Crystal Ship” che sembra raccontare un non luogo in cui perdersi (“the time you ran was too insane, we'll meet again, we'll meet again”), mi piace pensare che lui lo abbia scoperto e sia là.

Di Edith Piaf, potrei consigliarvi la classica “Non, je ne regrette rien”, la verità è che io l'ho conosciuta con il brano “Milord”. Una canzone così allegra e tragica come lo sono gli amori non corrisposti (“Je ne suis qu'une fille du port, une ombre de la rue”).

Infine, Oscar Wilde, quale romanzo citare? Anche qui, il primo che ho letto e me lo ha fatto conoscere: “Il ritratto di Dorian Gray”. Un ritratto che invecchia al posto nostro, che si deforma ogni volta che commettiamo un gesto malvagio, noi, al contrario, giovani e sani per sempre, si ma per quanto?

Buon ascolto e buona lettura!


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